Il Grido

 

Il Grido

Il Grido

Nella tarda notte
Mi sveglio grido potente
Da tutti i miei sensi
Inarticolato
Dargli forma
Nella poesia
È mio condizionamento
Benedetto
Dargli vita
Nella tua pelle
E’ mia incondizionata
Benedizione.

Miriam Da Costa

 
 
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Alba Di Poesia

 

Alba Di Poesia

Alba Di Poesia

Mio udito albeggiò poesia
Nel tuo sussurrar
Sensuale melodia
Mia pelle albeggiò bocciolo
Assorbendo la tua rugiada
Intensa fioritura

E sono bocciolo
che sboccia
nudi petali
nella tua pelle

Germoglio
petali rossi
Scarlatti
Nella tua lirica
Erotica

Germoglio ancora desiderio
Sciolto nella brezza
Del nostro tempo
Primavera profumata
Essenza passione

Rimango avvinghiata
Nell’anima
Del tuo giardino
Di follie e voglie
Dentro la fioriera
Del mio seno

Mie mani
sudano versi
Nella tua pelle
E mi incido poesia
Nelle tue digitali.

Miriam Da Costa

Oh! Fasulli Dei!

Gli irreali Dei dell’antichità
Sono sempre più tristi
Sono sempre più muti
Si occultano nell’eternità
Degli assetati del mondo
Degli affamati di dominio
Degli assetati del sapere
Degli affamati di gloria
Perche non potreste essere uomini?
Emarginati del sogno deserto!
Dove regna la vostra morte e divinità?
L’eternità senza destinazione
Perche del nulla sorgete?
Divino corpo vivo senza ritorno
Perche voi, Dei, niente vedeste?
Di questa vostra cecità divina
Il prezzo pagaste molto caro
Ma chi vi ha fatti Dei?
Signori dell’eternità cieca
La mia terrena coscienza
In pensieri, vi ringrazia all’infinito
In voi, padroni dell’eternità
I miei vivi versi non credono.

Miriam Da Costa

Oh! Fasulli Dei!

Oh! Fasulli Dei!

Sveglia Rompina

 
Sveglia Rompina

Sveglia Rompina

 
 
La sveglia è una vera rompina
Mi disturba ogni mattina
Ora corro in cucina!
Dov’è la mia tazzina?!
Voglio fare il pieno di caffeina
Dopo vado all’orto a prender la zucchina
Saluterò la Carolina
E’ il nome della mia gallina
Prenderò le uovina
Per pranzo, farò una gustosa frittatina.
 

*Sentiero*

C’è sempre quel sentiero di sassi che attraversa il bosco e va verso il mare
C’è quel sapore che ancora respiro fra le sue pietre e fogliame
C’è quel profumo che sempre più assaporo nel suo arcobaleno di colori
C’è quella poesia che da sempre mi nutre nella sua melodia
E’ mio destino posare i piedi dell’anima dentro i suoi sussurri
Ed è la ghiandola del mio cuore dove germoglia il sudore delle lettere
E sono le tempeste del mio sacro tempo che incidono versi nel fertile terreno
E sono le brace che ardono nella memoria e mi accende fuoco di poesia
E sono cenere colorate di serenità che dormono avvolte in sogno e realtà.
C’è quel sentiero nell’immensità della vita battezzata d’anima.

Miriam Da Costa

*Sentiero*

*Sentiero*