Terribilmente triste…

E’ terribile vedere così tanti seguaci dell’ignoranza.
E’ triste vedere tanta cafonaggine culturale.

M. Da Costa

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Fondali dell’anima

FONDALI DELL'ANIMA

FONDALI DELL'ANIMA

Navigo il cuore
In mare d’argento e perle
L’anima mia scivola serena
Nelle acque cristalline
Degli occhi miei
La brezza soave
Pettina i miei pensieri
Allontanando nodi…
Cielo di luce
Mattino di pace
Vita partorita
Dentro i sogni accolta
Barriera corallina
Madreperla assonnata
Si sveglia per la vita
Nei fondali dell’anima
Navigo a vela
Navigo a remi
Nulla più temo
Fra arrivi e partenze
Fra calme e tsunami…
Fra gioie e dolori
La vita che ora bacio
È la mia
Signora dei miei versi
E’ breve
E’ qui
Ben voluta ed amata
Vita!
Ed aldilà di questo vento …
Sarà solo un’ onda
Di poesia eterna.

Miriam Da Costa

Le calle continuano a scrivere profumo nella brezza

Le calle continuano a scrivere profumo nella brezza
Le calle continuano a scrivere profumo nella brezza

I miei piedi desiderano calpestare silenzi

d’un albeggiare grigio e calmo

non è pretesa, è predare

spogliarmi dalle spine d’un tempo

attingere nuvole in due salti

sorbire mare profondo

sfogliare un poema

petalo a petalo

aspirare la sua essenza

-assenza-

ma disconosco e non merito …

il segreto del tuo sole

rimango in penombra

in questo mio mattino

le mie calle

giocano con la brezza

esalando versi

Fino a quando questa stella

mi abbraccerà ?

Fino a quando questa stella

mi consolerà?

Fino a quando questa stella

mi avvolgerà?

come tu, mamma,

non hai potuto..

non hai voluto…

Piango!

E le mie calle

annaffiate

continuano a scrivere profumo

in questa brezza

saudade

assenza.

Miriam Da Costa

Preludendo

Preludendo

Preludendo

Tua bocca descrive apocalisse di desideri
La mia consegna spasmi d’ardore
Tua bocca regala cose
Incontestabili
Le mie ditta scivolano orgasmi
Nel tuo vertice
Usurato nelle mie orbite
Frattali degli occhi saggi tuoi
Mentre tue ditta bagnate
Contornano
Piccole e grandi labbra
Preludendo poesia
Ipsis litteris.

Miriam Da Costa

Novenario sognante

NOVENARIO SOGNANTE

NOVENARIO SOGNANTE

E’ già da tempo,

piccolino mio,

leggo le tue

tra le righe gridate

e mi nascondo in mezzo

protetta dai simboli ed accenti

scivolo nella tua lingua

un’immagine quieta

in questa retina stanca

Ci sono tante nuvole

bambino mio

e la pioggia cadendo

sopra il tuo sorriso

di chi non capisce

e si sorprende

con la barca attraccata

La poesia

questa bambina dannata

attaccata ad un ramo

recita versi

-fiori e foglie-

-petali e spine-

che cadono nelle mie braccia

mentre dormo…

recito il tuo novenario

fatto di timidi sorrisi d’incanti

e ricchi sogni di spiaggia deserta

I tuoi occhi sussurrano

percorrono cielo e mare

dentro il mio sguardo

ed io

ascolto con attenzione

mano sul mento

lettera per lettera

poesia nel cuore

tue parole sognanti

dolci premure

poema in carezze

costruisco veliero di carta

di versi dimenticati…

che tengo al sicuro nell’onda

baciando l’aurora

… quella che ancora

non ti ho donata.

Miriam Da Costa