HO PAURA DELLA PIOGGIA!

Dentro il mio pensamento
Tutto si muove lentamente
Movimento dolce e continuo
Melancolico
Di idee chiare
Nella confusione di tante cose
Di giorno desidero
Vedere i tremori della terra
Nel tuo sorriso
Di notte
Provo ad isolare
Emozioni tardive di una bambina
Che abita in me
Con le sue paure della pioggia
Dei lampi e tuoni
Proteggo la bambina
Con il suo pianto solitario
Per calmare innondando la federa
Di lacrime salate e tiepide
Le mie lacrime
Ho paura della pioggia!

Miriam Da Costa

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Devono essere bannati

I terreni non fertili
Cuori pieni d’odio ed intoleranze
Sono una casa affondata
In padule fangose e campi di guerre
Dove la purezza è talentuosa…

La durezza dei "belli e buoni"
Vasi vuoti!
La natura malvaggia
I corvi e avvoltoi
Orchi
Sdraiati sopra il candore
Dei nostri bambini

I folli incolti
Soffrono di "freschezza"
E muoiono velocemente…
Ed i pazzi comprensivi
Uccidono di tenerezza…
I mostri feroci.

Miriam Da Costa

L’ETERNO PER ME

L’eterno stà in ogni ora e brivido
In un lungo secondo d’attesa
Nel risveglio dell’aurora e primavera
In un desiderio in veste di miracolo
Quando le mani offrono senza agre
La dolcezza in un schioccare di dita
Come il dolce suonare del pianista
Nella parola quall arcano sibilo
Podista di pace senza curvature
Nella terra aspettando soluzione
Del sole distante in combustione
Nei ghiacciai scioglendosi in fiume
L’eterno stà in ogni sfida
Lenta per le ansietà vuote.

Miriam Da Costa

POETICANDO SPAZIANDO

Il poeta può arrivare al sole
Ed insieme alla terra, orbitare
Scrivere poesie a vuoto
Sdraiare e scivolare nel deserto lunare
Il poeta può vedere le galassie
Viaggiare nello spazio siderale
Guardare da vicino l’eclipse solare
Partecipare alla corsa spaziale
Sia sulle nuvole che immerso nel mare
Non importa lo spazio che sia
Il poeta può arrivare
Il poeta può arrivare sulla luna
All’ora che ben vuole e decide
Può visitare tutte le costelazioni
Vedere una stella nascere e morire
Può vivere e morire spaziando
E vivere ancora poeticando.

Miriam Da Costa

BELLE FIGURE

Mi piace scrivere!
Quando bambina guardavo la luna
Prendevo un libro
Il più colorato fra tutti…
Soltanto per guardare le figure!
Con la fantasia scrivevo versini
Sarò sempre una bambina!
Sono una bambina nell’animo,
Ho un mondo incantato nella mente.
Il libro chiamato mondo
Ha bisogno di belle figure
Per tutti i bambini
Piccoli e grandi.

Miriam Da Costa

 
 
 

Nelle mie ore deserte

Nelle inquietudini delle ore deserte
Si fermano i minuti diurni e noturni
Popolandomi con ombre cupe
Offuscandomi con luci incerte.

Chi avrà da udirmi il pianto nelle caverne,
Naufragando tale qualle la luce nelle urne…
Delle tenebre,
Come le tenebre taciturne
Spegono la luce delle ore eterne?

Chi avrà dello Esculapio per incarnare nella terra,
Dove i dolori di solitudine si sotterrano?
Chi avrà di questi passaggi del tempo
Predirà il fluire della vita
Dove tutta ufania era già percepita
Tanto quanto il sacrificcio in profano tempio?

Nelle caverne il mio pianto rissuona ancora
E si plana nell’aria, come partitura
Di un requiem, della mia schiavitù
Impedendomi con la costrizione,
La candidatura alla vita, speranza e scioltezza…
Non esiste cosa che la solitudine non corrompa…
Non ha nulla che corrompa la solitudine
Che il trono si prende nel mio cuore!
Ed il Tempo fermo davante a me
Sussurra sopra il mio ciclico fine:
"Sarai sempre la rammemorazione
Di stelle frantumate per terra!"

Miriam Da Costa