Pensiero… Genitori, figli e mondo

Pensiero... Genitori, figli e mondo

Pensiero... Genitori, figli e mondo

I genitori devono impegnarsi fino all’ultimo spermatozoide ed ovulo dell’anima nell’utero della vita , per riuscire a rendere sani i suoi figli,
se vogliono lasciare un mondo meno insano a loro.

Miriam Da Costa

 

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Io Sono…

Io sono

Io sono

Io sono il cuore che il mondo non vede e non vuole vedere
Io sono la figlia che la madre non ha voluto…non ha potuto…
Io sono la figlia che non ha mai visto la madre
Io sono la figlia che non conosci il padre
Io sono la figlia che il padre non sa di me
Io sono la voce che vuole parlare ai sordi
Io sono gli occhi che piangono solitari
Io sono parte della razza umana in decadenza
Io Sono quello che tu fa con la tua ingordigia e egoismo
Io Sono la disperazione nella lunga strada della vita
Io Sono la dimenticanza nel calore dei tuoi giorni
Io Sono la miseria, sono la fame di amore, sono la povertà.
Io Sono una specie in estinzione
Io Sono il valore che tu dona alla vita.
Io Sono le tue braccia incrociate mentre
Io Sono cronaca, notizia, spettacolo
Io Sono la richiesta di pace consegnata alla vita
Per che io lotti per lei
Io Sono la bandiera viva che tu non guarda….
Io Sono l’ombra riflettendo i tuoi atti
Io Sono domani
Sì! Sono il domani!
Io Sono quella che tu fai
Io Sono tua figlia, tua nipote, tua sorella…
Io Sono la continuazione…
Io Sono il mondo che tu crea
Sono quella che tu fai di tutto per non vedere
Sono quella che tu fai di tutto per distruggere
Sono la vita che tu oggi non vuole salvare
Sono la morte senza opportunità negli angoli del potere…
Sono una richiesta:
Aiutami ad essere di più!
Aiutami ad essere per i tuoi sogni.
Sono il passo sicuro che tu può fare
Sono il tuo riflesso
Fammi brillare!
Sono il futuro che tu disegna
Guardami!
Sono la vita che vuole vivere ed essere considerata
Sono la vita di chi vuole far parte dei tuoi cari
Di quelli che giocano protetti e sicuri…
Sono un domani non molto distante
Sono quella che tu guarda solo per donare…
Sono quella che tu ignora
Sono quella che vuole solo amore
Guardami dentro gli occhi!
Sono quella che ti implora una casa
Sono quella che ti elemosina una famiglia
Guardami!
Io sono quella che tu mi fai…
Sono una bambina da adottare.

Miriam Da Costa

Con tutta l’anima

Con tutta l'anima. Tramonto a Camboinhas.

Con tutta l'anima. Tramonto a Camboinhas.


ringrazio l’onda del mio padre Oceano
che ti ha portato a me
ringrazio il vento complice
che mi ha donato il tuo profumo
ringrazio la mia madre Luna
che mi illuminò nel tuo sguardo
ringrazio la forza dell’Universo
che ci ha uniti in corpo ed anima
ringrazio la Poesia che in me germoglia Tua.

Miriam Da Costa

Il piangere della Madre Terra

IL PIANGERE DELLA MADRE TERRA

IL PIANGERE DELLA MADRE TERRA

La Madre Terra è agonizzante

Senza forze…

Per reagire alla crudeltà imposta

Dall’intolleranza dell’uomo

Che ancora non ha imparato

Ad esser sensibile con la natura

L’uomo pensa d’essere

L’onnipotente

Perché crea all’infinito

La distruzione

Ma quando la natura si ribella

Manifesta la sua ira

Nessuno possiede forze

Per combatterla

Il Pianeta è di tutti

Ed ancora sarà

Quando la natura riprenderà

Tutto che li è stato sfruttato

Tolto e distrutto

Una nuova Era

Ci sarà…

E saluterà con riconoscenza

Il rispetto ricevuto

Da chi in silenzio piange

Per la disumanità

Di chi crede d’aver il potere

E di far piangere la Madre Terra.

Miriam Da Costa

Feconda

Sono incinta di poesia!
Ho travagli poetici a tutte le ore
Sono madre di versi
Figlia della ispirazione
Amica delle parole
Sorella gemella dell’emozione
Vivo la vita raccogliendo stelle
Collezionando conchiglie
Brindando con la luna
Adorando il mare
Attendendo il momento giusto
D’essere fecondata dalla poesia.
Sono tutta poesia!
 
 
Miriam Da Costa

La madre, il bambino e la fame

La fame non dorme

Ne lascia dormire il bambino

E nemmeno la madre dorme

  

Con le sue pance fameliche

Il piccolino osa dire:

“Ho tanta fame.”

E con tenerezza la chiama

“Mammina”

 

Lei rispondi con un nodo al cuore

“Dormi piccolino mio, dormi”

Ma la fame è insistente

Li divora dentro

 

Il bambino ripete la richiesta

E la madre il suo appello

Ma alla nuova richiesta del figlio

Gridano il dolore e la disperazione

“Dormi, bimbo rompi scatole, dormi”

E lui silenzia dentro le sue paure

 

Nella stanchezza dell’ inanizione

Nella debolezza delle debolezze

Dormono il sonno degli non giustiziati:

Pancia vuota e cuore in dolore

 

Loro sofferenze non fanno eco

Nella  notte del domani

Sarà tutto uguale

Per che la fame non dorme mai

Non sonnecchia e non riposa

 

E mentre la fame non dorme

E’ molto triste per me

Sapere di questa realtà

Vedere persone morire di fame

In agguato della certa morte

Sognando un piatto di cibo…

 

Miriam Da Costa