L’Età Della Mia Ragione

 

L'Età Della Mia Ragione
L’Età Della Mia Ragione

Non imparai dalla vita
Come tutti i fanciulli
Veri e normali…
La lezione d’essere
semplice e intera
Come l’ape sul dolce fiore
Appena nella retina memorizzo
Il calcinato albeggiare
Nella bocca
Le cenere di queste parole
In qual tempo persi
La natura di fattina
O principessa?
Magari potessi toccare
Il mondo
Il suo giardino
Con le manine delicate
Da donna bambina
Libere di memorie
Per raccogliere
I fiori de quella infanzia
Dove sono stata adulta.

Miriam Da Costa

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La Mia Folle Ragione Dionisiaca

La Mia Folle Ragione Dionisiaca

La Mia Folle Ragione Dionisiaca

Dalle viscere della follia
Osai seguire il mio sogno
Ero certa di non andare da sola
Tu, ovunque camminavo
Eri sempre con me
Sapevo che eri combattuta
La tua saggezza mi giudicava
Non mi accorsi …
La tua follia era diversa
All’apparenza, la stessa faccia
Gli stessi piedi e mani
All’interno, nelle vene della ragione
E nelle impronte
Tanto nemica dalla mia
Io per questo o fuggito via
Nel mezzo del ballo
Della tua follia
Tanto civilizzata
Quanto disumana
Io per questo fuggo via
Con spada in mano
E ali di poesia
Da questa guerra
Fra la mia passione
E la mia ragione
-Senza liberarmene mai-
E mi inseguo follemente
In sereni versi e inversi
Dell’anima mia
Donna
Umana
Amica
Nemica
Complemento
Di me stessa.

Miriam Da Costa

Profana Ostaggia Di Divina Passione

 

Profana Ostaggia Di Divina Passione

Profana Ostaggia Di Divina Passione

Tua febbrile passione contagia il mio desiderio
tue mani in lacci nell’abbraccio di fuoco
mi percorrono
vallate e colline
curve e grotte
e sono pura emozione
nella scintilla del tuo sguardo
sempre di più innamorata
sono tua pazza donna al tocco
dei tuoi verdi occhi in desideri
Profonda carezza nell’istintivo amore
Tua bocca, pura malizia che godo
infiltrazione nell’epidermide
più di quanto desiderano
i miei pori in languido piacere
mi concedo in gemiti alla tua arte
che mi penetra in fantasie e poesia
sicurezza di chi mi consuma in deliri
umida respiro il tuo selvaggio odore
La sacra festività del santo padrone
che sa quel che vuole
io, devota da sempre, in profana preghiera
declamandomi versi infuocati
inginocchio davanti al divino altare
in sudore e saliva
in fuoco e passione
non bastasse l’orgasmo benedetto
non sei più santo
ma il mio dio in carne ed ossa
a predicarmi in continuo la peccaminosa beatitudine
d’essere deliberatamente ostaggio d’ardente passione
nella plenitudine che mi completa spudoratamente
santa nel tuo sudore
consacrata al tuo divino dominio.

Miriam Da Costa

Le mie 25 ore su 24.

 

 

LE MIE 25 ORE SU 24

LE MIE 25 ORE SU 24

Nelle 24 ore della  giornata , faccio in modo di trasformale in 25,

Anche che sia nel silenzio della tarda notte.

Sogno troppo,

Penso troppo,

Scelgo troppo e

 Alle volte complico troppo.

Sono una bambina che ancora sogna e gioca .

Sono una donna che vuole sempre un inizio, un mezzo ed un fine alla fine

Né migliore né peggiore, soltanto diverso dal banale

pre-confezionamento umano.

Mi piacciono le cose giuste,  correte ,

senza riserve ed inganni, tutto al suo posto ed a modo.

La semplicità mi affascina, 

La bontà mi intriga

La sincerità mi conquista,

Quel che è troppo buono o bello

Mi insospettisci e stanca a morte!

Quel che è cattivo o bruttale,

Mi ferisce e spaventa a vita!

La costanza mi definisce,

La sensibilità mi riflette,

La perfezione  mi  annoia.

Sì! Nutro i ricordi, non dimentico mai niente.

E per  più che mi rivoltassero all’inverso ,

Nulla sarebbe eliminato da me.

Si! Tengo in ebollizione la rabbia, sono permalosa.

Ma non annaffio i semi dell’odio e del rancore,

se dopo la bollitura non passa…

Inserisco  nella lista delle cose da ignorare.

Quando IO mi amo, scopro che l’Io mi basta ed avanza

 Per andare avanti fieramente del mio poetico essere.

Ci sono persone che trasformano le vicissitudini in amarezze

Ed altre che trasformano i segni rimasti in poesia.

Vivere  per me è esplodere poesia nell’emozione della vita. 

Vivere è donare poesia alla vita. 

Poesia è donare gratitudine alla vita

25 ore su 24 ogni giorno del esistenza

La vita è breve

Il  suo tempo è un treno che non si ferma mai

 

Miriam Da Costa

Momento che rimarrà nell’Eterno delle mie memorie

Momento che rimarrà nell'Eterno delle mie memorie

Momento che rimarrà nell'Eterno delle mie memorie

Ero in piedi sotto il rigoglioso e profumato albero di mango
Che dipingeva il panoramico sentiero
fra la collina verdeggiante ed il mare baciato dal tramonto,
Concentrata a raccogliere i frutti succulenti della mia terra
E distratta con i miei poetici coinvolgimenti sensoriali,
non percepii quando fosse arrivato
o se quando arrivai era già lì…
Solo senti quello sguardo che penetrava dentro la mia maglietta
Fisso nei miei seni.
Lo so… fino al giorno prima loro non erano lì
Ora generosi fiorivano nella mia adolescenziale silouette
La tenera bambina che lui conosceva tanto bene
Era diventata signorina
Di quel suo sguardo mai più dimenticai
Da quel sguardo cominciò a nascere in me
La donna.

Miriam Da Costa

… Pensiero… Figlia e Padre.

... Pensiero... Figlia e Padre

... Pensiero... Figlia e Padre

Penso che in ogni donna , anche nella più anziana, rimanga sempre in fondo all’anima quella composizione-bambina scritta/incisa con le lettere-sentimenti per la Poesia- Padre. Ogni volta che il mio cuore la declama i miei occhi versano sul mio viso il commento più bello e profondo.

Miriam Da Costa

Poema innato

POEMA INNATO

POEMA INNATO

Parole non dette

La pura bellezza

l’essere

l’essenzialità originaria della scrittura vissuta

nella sua più remota esistenza.

L’amore dell’ amare.

Il desiderio di…

scrivere senza pensare-pensando,

notoriamente sentendo la delizia

metafisica del linguaggio

e sentendo il senso insensibile del poema…

Del poema che già germogliò con me

di parole non pronunciabili ,

senza simmetria,

che sono nate quando nacqui

dalle strofe sconnesse,

del senso più profondo,

dalla malinconia e dal dolore essenziale…

La scrittura non dice molta cosa…

Appena trasmette l’ immateriale desiderio

di disseminare o seminare un sentimento profondo e silenzioso

appiccicato nel mio essere

Tutti i poemi sorgono da lui

Divagano, escono, e tornano da lui

Il poema profondo e superficiale che sono

Umana(mente) donna.

Miriam Da Costa