Eu nada sou
(Io niente sono)
eu nada sei
(io niente so)
eu nada tenho
( io niente ho)
 em nome da divina ignorancia
(nel nome della divina ignoranza)
que sinto sagradamente minha
(che sento sacramente mia)
ontem, hoje e todos os dias
(ieri, oggi e tutti i giorni)
do meu ignorante tempo
(del mio ignorante tempo)
prà sempre e mais um dia
(per sempre ed un giorno in più)
ignorado
(ignorato)
no século dos séculos
(nel secolo dei secoli)
desconsagrado dos humanos deuses
(sconsacrato dagli umani dei)
da profana sabedoria.
(della profana saggezza)
Amem!
(Amen!)Miry
*Dipinto di Bruno Steinbach Silva (pittore brasiliano)
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Paradossalmente

Paradossalmente

Paradossalmente

I miei piedi da sempre incisi nel suolo come radice d’albero di savana, mai furono sufficienti per evitar quella profonda leggerezza dell’essere, che come nuvola fugacemente perenne, si incontra nella divina perdizione nell’universo della poesia in evanescente eternità della mia profana esistenza.

Miriam Da Costa

Pensiero strano…. Strambolamente umano

Noi siamo umani, con tutte le luci ed ombre, che solo l’essere umano divinamente infernale mi risulta esser capace d’essere
e resistere nella sua infernal commedia divinamente drammatica.

Miriam Da Costa

Sacro Sale Di Noi

 
 

 

Tue labbra umide afferrandomi baci
Fa mia pelle gridare il piacere
Metamorfosi del mio fragile corpo
Nell’emozione più forte
I tuoi diabolici tentacoli
Nella mia divina perdizione
A mescolare ogni benedetto millimetro di noi
Nel sacro sale della passione.

Miriam Da Costa

L’OBBLIGO DI ESSERE FELICE

Intorpidita in luci
Vedo la sera scivolare
Volontà, piani, desideri e sogni
Passioni di mille tonalità
Penso a dove andrà la vita
Nelle linee dei miei lamenti
Dei miei sospiri
E le nubi
E le luci
Che percepisco
Che nei sogni hanno segnali
Sembro paesaggio del destino
Lieve soffio della brezza
Nelle venature delle foglie
A suggerire altri percorsi
Percorsi
Uno in alto del vento sorride,
Ed io a guardare la sera comprendo,
Sono figlia della Luna
Padrona e schiava del mio tempo
Naturalmente
Sono bambina e donna
Senza malizia
Un altro in basso mi accarezza
Divina certezza tracciata a gesso
Nella lavagna chiamata vita
Dove la voce di tante cose dice:
“Non dimenticare,
Vivi, impara, ringrazia e dorme felice!”