*FORNISCO LA SOLUZIONE*

L’orientarsi nella giusta direzione è necessario,
a quel che non c’è riparazione…
rimedio si può trovar
perche soffrir
prosciugarsi in lacrime e sangue
se questa situazione non migliorerà?!
Non è pessimismo questo mio
È soltanto realismo.
Il mondo non cambia!
Quindi… non ci resta che dire:

A chi imbroglia
ruba
maltratta
stupra
terrorizza la gente
e uccide
i pensieri, la dignità,
i diritti e le persone:
FANC***!!!

A chi è legislativo in causa propria
Giudica per sé
E esecuta a suo beneficio
FANC***!!!

Agli sfruttatori
Abusanti e dittatori
Che si valgono della buona fede
stupidità
ignoranza
E meschinità per lucrare
FANC***!!!

Ai despoti religiosi ludibriosi
Che illudono gli egocentrici laici
Venditori d’anime
In sostegno del dio denaro
Ricchezza, patrimoni
Potere e illusione
FANC***!!!

Ai maleducati,volgari,
grossolani, irritati
Musoni, lagnosi, insoddisfatti
Che incuranti, maledicono.
A chi è impaziente e nevrotico
A chi dimentica che siamo nella stessa barca
E siamo della stessa specie
FANC***!!!

A chi usa la fauna per servire l’uomo
E che fa della flora soltanto bene di consumo
Senza rispettare la vita e la natura in tutte le sue forme
FANC***!!!

A chi non evolve con l’esperienza
Non prova ad apprendere
Non pensa, non valuta, non questiona
Accetta l’ipocrisia e propaga
Ignoranza, preconcetti, intolleranza e ingiustizia
FANC***!!!

A chi abbandona i propri cuccioli
E gli altri animali
Chi solo critica per invidia e cattiveria
A chi è generoso solo per interesse
A chi non conosce la generosità e ne la solidarietà
A chi scambia favori illegali
A chi mente spudoratamente
A chi lo fa con maestria
A chi viola le leggi e l’innocenza dei fanciulli
A chi ferisce i sentimenti degli altri e se ne infischia
A chi tradisce la fiducia e viene meno alla lealtà
FANC***!!!

A chi spreca cibo, acqua e inciviltà
A chi manca di rispetto agli anziani
A chi rispetto per il prossimo
Proprio non ne ha
A chi distrugge , inquina,
E a chi non fa la sua parte
FANC***!!!

A chi non ascolta e non guarda i vari segnali
A chi va veloce in macchina, investe il pedone e scappa
A chi guida ubriaco e drogato
E a chi vive per rompere le scatole agli altri
A chi non si fa mai i fatti suoi
FANC***!!!

A chi non usa mai le parole magiche:
“per favore”
“grazie”
“permesso”
“scusa”
FANC***!!!

A chi parla e sparla di tutti
A chi se ne frega di tutto e tutti
E anche di se stesso
FANC***!!!

FANC*** davvero a chi non cambia
Non migliora
Non si pente
Non chiede e non dona perdono
Ecco che fornisco la soluzione
VAFFANC***!!!

Miriam Da Costa

Annunci

Pensiero… DOC & NAO ( A proposito di copiaggio )

 

Spesso sento dire dell’obbligo dell’etichetta DOC ( Denominazione Origine Controllata) sui prodotti alimentari. Giustissimo sapere la provenienza certa del prodotto alimentare che nutriamo il nostro organismo.
Altrettanto deve essere un obbligo inserire NAO ( Nominativo Autore Opera) in ogni frase o composizione che viene inserita qua e la nei profili, pagine e gruppi. E’ giusto sapere da quale fertile terra provengono i frutti che assaporiamo con la nostra lettura.

Miriam Da Costa

Quella Strada Della Mia Infanzia

 

Quella Strada Della Mia Infanzia
Quella Strada Della Mia Infanzia

Per le persone che passavano fra i pali di luce e buche di quella strada
La brezza dell’aria nulla più era che qualcosa di diverso e da ignorare
I marciapiedi sporchi e dimenticati per la fretta
Nemmeno si notava una pozzanghera d’acqua piovana
Quando un scalzo e calloso piede passava
Ammirato per la ricchezza dei cementi millenari dell’Era Imperiale
Chiedeva permesso alle impronte lasciate dalle scarpe dei frettolosi “signori” passanti
Le manine dei bambini
Erano le uniche ad accostarsi per terra in quei grandi marciapiedi
Manine avide di giochi
Manine avide di stringere un’altra mano
E sopratutto un cuore
Manine avide per una “passeggiata” in bocca
Con un dolce o piatto di riso e fagioli
Bambini dimenticati e ignorati che giocavano
Giocavano ovunque
Giocavano e frugavano nei bidoni di spazzatura
Facevano a gara per vedere chi era più bravo
Capace a frugare e “rubare” più “cibo” possibile
Ogni bambino doveva misurarsi
Misurarsi con la ignoranza dei grandi
In ogni bidone ed in ogni angolo della strada
Frugando
Come grandi cercatori di tesori
Trovavano nella benedetta strada
Il loro letto
La loro tavola
La loro famiglia
E le loro carenze con la strada condividevano.

Tempo fa sono ritornata in quella strada che un tempo fu mia casa
Fra i pali di luce alti come antichi alberi
In ogni mio passo mi incontravo sempre più vicina ad un universo sempre più egoista
Ho incrociato una folla senza visi
Ho incrociato bambini come “bestie” per strada
Ho visto vetrine colorate e piene di cibi e cose varie per cani
Ma quando ho visto una bambina che giocava con un cartone
Giocava a costruire la sua casa
Mi sono fermata
Mi abbassai e la guardai negli occhi
Uno sguardo offuscato sotto un sole potente
Quasi mi sono persa in quella strada conosciuta
E mi sono specchiata in quello sguardo sconosciuto.
L’ ignorante ed incivile burocrazia non mi ha permesso di prendermi cura di lei
Ma sono tornata con lei nel cuore.

 Miriam Da Costa

La madre, il bambino e la fame

La fame non dorme

Ne lascia dormire il bambino

E nemmeno la madre dorme

  

Con le sue pance fameliche

Il piccolino osa dire:

“Ho tanta fame.”

E con tenerezza la chiama

“Mammina”

 

Lei rispondi con un nodo al cuore

“Dormi piccolino mio, dormi”

Ma la fame è insistente

Li divora dentro

 

Il bambino ripete la richiesta

E la madre il suo appello

Ma alla nuova richiesta del figlio

Gridano il dolore e la disperazione

“Dormi, bimbo rompi scatole, dormi”

E lui silenzia dentro le sue paure

 

Nella stanchezza dell’ inanizione

Nella debolezza delle debolezze

Dormono il sonno degli non giustiziati:

Pancia vuota e cuore in dolore

 

Loro sofferenze non fanno eco

Nella  notte del domani

Sarà tutto uguale

Per che la fame non dorme mai

Non sonnecchia e non riposa

 

E mentre la fame non dorme

E’ molto triste per me

Sapere di questa realtà

Vedere persone morire di fame

In agguato della certa morte

Sognando un piatto di cibo…

 

Miriam Da Costa