Albero

Albero

Albero

Grido emozione
Radice incisa
Tronco fenduto
Linfa saudade
Vita!

Miriam Da Costa

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Paradossalmente

Paradossalmente

Paradossalmente

I miei piedi da sempre incisi nel suolo come radice d’albero di savana, mai furono sufficienti per evitar quella profonda leggerezza dell’essere, che come nuvola fugacemente perenne, si incontra nella divina perdizione nell’universo della poesia in evanescente eternità della mia profana esistenza.

Miriam Da Costa

 

La lingua dell'anima

La lingua dell'anima

 

Fin dalla tenera età che cerco il dolce soffio delle parole che donano vita al profondo sussurro dell’anima, ma… ho ancora mille pensieri collegati al milione d’ emozioni sintonizzate con il miliardo di sentimenti, che ancora oggi non trovo il linguaggio per definirli e tradurli perfettamente. A volte il mio pensiero è soltanto una brezza, che appena sfiora i piccoli rami e le foglioline dell’albero del mio essere. Per la sua radice, il mio miglior pensiero non respira ne mangia vocaboli, ma germoglia l’essenza della parola, è per questo che fra tutte le certezze in parole che penso di possedere, la maggiore fra tutte, è che nulla di quel nulla che sono sarei se le parole non esistessero. L’anima mia ha tanto da dire ma… non ha ancora trovato la lingua umanamente possibile per esprimersi in tutta l’immensità della sua essenza. A volte mi sento l’anima come fosse il magma del vulcano, le parole che scrivo sono appena le sue lava.

Miriam Da Costa

Momento che rimarrà nell’Eterno delle mie memorie

Momento che rimarrà nell'Eterno delle mie memorie

Momento che rimarrà nell'Eterno delle mie memorie

Ero in piedi sotto il rigoglioso e profumato albero di mango
Che dipingeva il panoramico sentiero
fra la collina verdeggiante ed il mare baciato dal tramonto,
Concentrata a raccogliere i frutti succulenti della mia terra
E distratta con i miei poetici coinvolgimenti sensoriali,
non percepii quando fosse arrivato
o se quando arrivai era già lì…
Solo senti quello sguardo che penetrava dentro la mia maglietta
Fisso nei miei seni.
Lo so… fino al giorno prima loro non erano lì
Ora generosi fiorivano nella mia adolescenziale silouette
La tenera bambina che lui conosceva tanto bene
Era diventata signorina
Di quel suo sguardo mai più dimenticai
Da quel sguardo cominciò a nascere in me
La donna.

Miriam Da Costa

Tutto quel che è Eterno in me

Tutto quel che è Eterno in me

Tutto quel che è Eterno in me

Ho tenuto protetti in quel cassettino

I miei sogni da bambina

La nostra casetta di cartone

Il servizio di tazzine, piattini

Piccole pentole

Tutte colorate e con figurine

Ho tenuto protetto in quella scatolina

Il solitario di plastica prezioso dono d’innocente amore

I fiorellini che per me rubavi nei giardini e nei campi

Le conchiglie raccolte insieme nella spiaggia

La piccola barca di tronchetti  e carta dipinta con i pennarelli

E i  nostri fantastici viaggi in mare

Ho tenuto protetti  in quel bauletto 

Le mie passeggiate su la luna argentata

Mentre pettinavi con le dita i miei lunghi capelli

Il  primo bacio che mi rubasti sotto  l’albero d’araucaria

E il cuoricino disegnato nel suo tronco

Il tuo nome ed il mio incisi dentro

OH! Mio primo indimenticabile amor

Quel cassettino

Quella scatolina

Quel bauletto

Sono tenuti  dentro la cassaforte di tutto quel che è Eterno

Nell’anima mia.

Miriam Da Costa