Io pagana

Sono la religiosa senza chiesa

La reclusa senza convento

Amante di un dio senza altare e statue di gesso

Vivo nella pelle il tormento di una umanità

Umanità che ancora non  è

Umanità che non c’è

Non la vedo

Vivo nel mondo senza credere a tante cose

Sono sacerdotessa di un tempio incantato

-Tempio tutto mio-

Nella costruzione del mio amore e mia fede

Guardo in un unico senso

Intimo e profondo

Centro di me stessa

E vedo la luce

La luce di un altro mondo

Diverso da quello che mi circonda

La speranza mia

Che la bambina e la madre

Che in me riposano

In una epifania di colori e armonie

Torneranno in un nuovo mondo

Senza armi e odio

Senza ipocrisie

In un mondo

Stracolmo  di poesia

Utopie di una pagana

Che non si fa battezzare dall’ ipocrisia

Dall’odio

E  dal sangue.

 

 

Miriam Da Costa

 

 

 

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