Bambino della foto

 

 

 

 

Tua strada

Tua casa

Di speranze nude,

Tagliente in linee grottesche,

Di costole gonfie

Nella secchezza del tuo corpo

Tua strada

Tua casa

Di bellezza cruda

Stanca in preconcetto

Dolore

Il petto magro e sfrontato

Di coraggio brando

Tua strada

Tua casa

Di incisiva prua

Si affonda nel tuo viso

A sfidare maschere

Che non vogliano leggerti

Tua strada

Tua casa

Di calata luna

Accarezza tua vita

Con furti e rapine

Che presto, molto presto

Ti prendono

Ti portano via

Presto, molto presto

Tuo ieri

Fra le braccia di tua madre

Succhiava la mammella

Prosciugata

Che senza nutrimento

Senza vita

Si è seccato

Tuo oggi

Senza casa e con peccati

Spaventa orecchie ed occhi

Di chi ti ignora

Non ti soffre

Non ti piange

Tuo domani

In coraggio paura

Tanto povero, indigente

Censito in plastica  nera

Sarà indigesto ai giornali.

Vedo un bambino

Dio Mio!

Un bambino

Vedo una folla

Mezza turbata

Mezza divertita

Che guarda e ride

Proteggiti, bambino!

Proteggiti dalla folla

Proteggiti da se stesso

E soprattutto da me

Che guardo tua foto

E sento un fiume

Scivolare dai miei occhi.

 

 

  Miriam Da Costa

 

 

 

 

 

 

 

 

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