Tua Androgina

 
 
E fù inevitabile
– come se mi sapessi invalida
e mi volessi in festa-
Che questo grappolo dolce
Di uva viola in sangue
Cadesse
In questa mia bocca avida
Oh! Mio Dio pagano!
– come io, pagana –
Che spegni chi mi oltraggia
Che sfuma in nuovo
Intaglia e disegna
L’intreccio – pelle
Della tela
Ora consegnata
E impone tattuaggio
Impronte tue
Dipinge e colora
Nei fianchi
Nelle gambe
Nei senni
Come chi niente chiede
E tutto prende!
Oh! Tu come un Bacco Di Caravaggio,
Oh! Mio Dio Pittore!
Tu! Mio Vino Divino!
Evoé!
Evoé!
Evoé – Tu!

Miriam Da costa

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