*Mondo! Scusami, ma si sta facendo tardi…*

Non riesco a odiare chi odia
Non riesco a mancare di rispetto a chi non rispetta
Non riesco a pensare e voler male a chi pensa e vuole male
Sono troppo impegnata ad amare, rispettare, pensare bene e fare del bene
Scusami, ma il mio tempo è molto prezioso
Non so fino a quando ci sarò ancora
E’ per questo che …
Quando mi rimane qualche attimo libero d’eternità
Preferisco investirmi nell’ispirazione per creare all’infinito.

Miriam Da Costa

Pensiero… Ultima Ora

Ultima Ora
Ultima Ora

Hanno trovato Miriam Da Costa, in arte SCLA ( Scrivo Con L’Anima)

In una megagalattica operazione del CRC ( Comando di Repressione ai Creativi),
la fantasiosa Miriam Da Costa fu spiata e denunciata da lettori/commentatori/opinionisti “non autenticati”

Nel nascondiglio della pericolosa fuggitiva dell’ignoranza del mondo, fu trovata una fabbrica/deposito d’articoli di produzione propria e materie prime d’origine celebro/cardiaca.
Il suo mentale/legale tratta il suo ACICI (Abilis Con I Corpis Infestatis), ed è già stabilita la tassa per il suo rilascio. La tassa della LDEO (Libertà Di Essere Originale)
La famiglia (ispirazione) ed amici ( creatività e fantasia) si affidano al contributo della RC( Repressione Creativi) negli “uno – orari” del rappresentante legale. Come ringraziamento sarà servito un fastoso buffet con tanti avvocati (i frutti) marci.

Miriam Da Costa

Quando si rompono le acque dell’anima incinta…

Quando si rompono le acque dell'anima incinta...

Quando si rompono le acque dell'anima incinta...

Sono questi momenti che mai controllo
Che in lacrime d’emozione
Da sempre mi ritornano
Intensamente
Prendendomi in lotta serena
Spietatamente
Nei tramonti del mio sole
-Saudade-
A inebriarmi l’anima
In simbiosi la condivido con Lui
-Oceano-
Che l’afferra in onde indomite
-Ispirazione-
E dal profondo qualcosa si estrae a forcipe
Onde e lacrime si uniscono
Rompendosi in frammenti benedetti
Partorendo l’incanto di versi
E mi rimane per sempre
E ancora un’altro attimo
In infinito tramonto
Nell’utero fertile dell’anima
L’embrione poesia.

Miriam Da Costa

Frammenti notturni

Frammenti notturni

Frammenti notturni

 
Questa saudade a passeggiar
dentro la casa del pensamento
L’eco del suo sussurro
Fra la quiete della notte
E Il cavalcare del mio cuor
Fra le dune d’ieri
E le colline del presente
Cartolina appesa alla memoria
già ora ingiallita di nostalgia
Nel sentiero del domani
Immagine a metà decifrata
E per l’altra enigmatica
Fra la carezza del silenzio
E il sussurro dell’ispirazione
La parola si incide rigogliosa
Nei percorsi illuminati
Della foresta dell’essere
Fra i segreti pronunciati
All’ orecchio della luna
E i verbi da seguire
Raccolti in fertile silenzio
Nella terra dell’anima
A germogliar poesia
In ali colorate
che nessun dolor
Può o potrà mai
Tacere il suo inchiostro
Che assaporo gioiosamente
Nella dolcezza del suo esistere
Così tanto dentro me.
 
Miriam Da Costa

Nuda e Scalza

Nuda e Scalza

Nuda e Scalza

Si svegliava quando ancora era buio,

come se ascoltasse da lontano l’arrivo del sole

da dietro le braccia della notte,

correva a salutare la luna

e subito cominciava a scrivere.

Scrivere era tutto quel che voleva fare.

Scrivendo

scrivendo il tempo passava…

tanto scriveva che era ormai spoglia…

Quel giorno nuda e  scalza

si è messa a camminare sulle linee

a raccogliere lettere per vestirsi di poesia

ascoltando l’arrivo della luna,

la ragazza ha scelto di scomporsi in lettere…

ricamando fra le parole

delicate linee di luce

che la luna ripetteva nella linea del suo orizzonte,

incidendo all’infinito il vestito dell’ispirazione

scrivere era tutto quel che lei sognava di fare.

Scrivendo

scrivendo il tempo passava

e con lui cresceva la sua voglia di scrivere.

Si svegliava quando ancora era buio,

come se ascoltasse da lontano

un misterioso richiamo

scrivendo

scrivendo

lei ancora non sapeva

che a scrivere era già destinata

scrivere era la sua luce.

 

Miriam Da costa

Testimone quotidiana

TESTIOMENE QUOTIDIANA

TESTIMONE QUOTIDIANA

Non mi procedi questo tempo di dolore
Comune tristezza del “viver”
Falsi sorrisi in tristi labbra
No! Non mi procedi questo morir!
Poto i rami putrefatti e senza vita
Lascio volar via le foglie secche
Mi permetto impregnar di melodia
Chiare conquiste dell’anima
Per volar serenamente in alto
Sopra i vuoti delle maschere
E contemplar estasiata del mio io
I portoni illusori dei castelli altrui
Legni foschi
Legni perforati di paure ed abissi
Cadendo al primo sorriso
D’elogi provvisori
Che non lasciano segni
Ne scie profumate
E volo serenamente alto
Per inebriarmi d’anima
Tempo ed essenza
La saudade è il mio petalo quotidiano
E’ presenza odorosa
Essenza di vita rigogliosa
Più d’un semplice profumar
E nessun sogno mio
Si alza in volo senza sole
E nessun desiderio mio
Si versa in mare senza linfa
Vita!
E’ il tutto nel tutto di me
E prende volo la parola
Quando le lettere germogliano nei fogli
- Terreni dell’anima -
Con il vento dell’ispirazione
Le veste della parola mi fanno ostaggio
- Di me stessa -
Quel che voglio è del sogno profumato
Poesia
Senza essere sabbia
Nella tempesta di vita
E’ l’essenza della parola
Tessendo l’ arte
Senza essere ragnatela
Un unico vero sorriso
Profumato di vita
A me rivolto
Vale tutti i versi del mondo.
Questo triste tempo di falsità del mondo
Non mi appartieni
Felicemente isolata
Appartengo al sorriso della poesia
Testimone quotidiana del mio esistere.

Miriam Da Costa

Il vento d’inizio Primavera

VENTO D'INIZIO PRIMAVERA

VENTO D'INIZIO PRIMAVERA

Brezza dolce che mi accarezza

L’epidermide dell’anima

Sussurrandomi fra i capelli

Melodia profumata

Soffiando freschezza nelle linee

Ispirazione colorata

Terapia d’astore a cacciar

La gioia d’inizio Primavera

Fra campi e fiori profumati

Di vita in versi e poesia

Nella pace della natura.

Miriam Da Costa