Archivio mensile:febbraio 2010
Profumo di silenzio
Di questo dolce silenzio
Che mi calma dalllo spavento
Di questo mondo pauroso
Mi piace questo muro
Che mi proteggi dalle parole
Parole inzuppate di sangue
Che ci sono la fuori
Quando io mi prosciugo nel tempo
Mi profumo di silenzio
Mi piace il mio giorno, quando
Penso che sia notte
Quando il dire delle cose
Non richiede nessuna scusa
Loro semplicemente si affollano in me
Le parole
Vivono in me
Mi piace questa notte che pensa
D’essere giorno
Alzando i miei occhi
Occhi bagnati di mare
Occhi illuminati dalla luna
Verso un infinito più solido
Mi piace questo foglio
Che riempio di parole
Calme parole
Mescolando tante cose
Inebriate in questo profumo di silenzio
Densamente nell’anima mia.
Miriam Da Costa

Tuffando risacche
Camminavo nella sabbia
Mentre granchi si nascondevono nei buchi
E la forte pioggia puniva la mia pelle nuda
Mescolata alle nuvole
Ho deciso di piovere anch’io
Ho salato il mare con le mie lacrime
Mi consumai in singhiozzi
Scivolando fra le onde in lamenti
Inghiottita dalle onde diventai oceano
Mi scontrai furiosamente contro gli scogli
Trascinai conchiglie e detritti marini
Ho creatto coralli
Inseguendo branchi di vita
E infine ,
Andai verso il più profondo buio
Rimassi quieta a lungo
Mi svegliai sotto il sole
Continuai il mio sentiero
Già da bimbina
Ero abituata con le tempeste
Colpi spiettati della vita
Diventati
Tormenti dell’anima
Miram Da Costa

Pittura oceanica
L’anima mia
Porta aperta per il mare
Granelli di sabbia
Onde burrascose
Luna piena
Orme incise
Benedetti secreti che si trascinano
Dentro il mio cantare oceanico
Non sempre sono serena
Sirena
Portatrice di vita
Speranza
Emozione
Sogni
Figlia del mare sempre!
Sono lacrima versata nell’onde
A bagnare il ricordo
Mare del vecchio quotidiano
Bambina solitaria a versare l’anima
Nell’Oceano Atlantico accogliente.
Miriam Da Costa
Chiave propria
Video.Poesia.Musica “Scrivendo nella tua pelle”
Il poeta e l’eternità
Anche se l’ultimo albero cada
Che l’ultimo uccello smetta di cantare
Che l’ultima frutta marcisca
Che l’ultimo suono si perda
Che l’ultima lacrima scivola
Che l’ultimo vento passa
Che l’ultima luce brilla
Che l’ultimo passo sia fatto
Che l’ultimo fiore sboccia
Che l’ultimo fuoco brucia
Che l’ultimo seme si spanda
Che l’ultimo fiume scorra
Che l’ultima bomba esploda
Che l’ultimo battimento se ne và
Che l’ultima anima parta
Che l’ultimo giorno finisca
Che l’ultima sinapsi si verifica
Che l’ultimo sentimento muoia…
Lei, si lei
L’eternità!
Lei vive nel poeta
Senza vantarsi
Per che lui intraveda
Per che lui viaggi
Per che lui senta
Per che lui viva
Per che lui cammini
Per che lui respiri
Per che lui veda
Per che lui pianga
Per che lui sorrida
Per che lui rifletta
Per che lui si perda
E Per che lui sogni
E viva
Nella poesia
Per tutta l’eternità.
Miriam Da Costa
Comunione
Qualcosa di sano nelle ore inebrianti
Dove consumiamo del tempo il sublime
A scoprirci nel paradiso il misterio
La vita dei veri significati brilla
Fra le follie e la luna
Aperte nella segnaletica di reciproco piacere
Qualcosa di inspiegabile in poesia
Concepibile in carne ed anima.
Salami la pelle
Apriti in me l’esistenza
Che vive d’amore ardente in plenitudine
Negli sguardi tuoi immensi e gioiosi
Nei tuoi baci caldi ed umidi
Nelle tue parole dolci ed oscene
Apriti in me il Mandala della vita!
La poesia di noi
Scritta in venature d’oro nella nostra preziosa pergamena
La luna che illumina gli allineamenti e segni
Del tuo corpo nella notte nel mio fragile corpo
Immerso nella più pura emozione
La notte che mai si addormenta
La notte che mai si perde o si disfa nel buio
Apriti in me di più!
I passi tuoi sono davanti a me
Portando radici e rami
Semi e grani
Nel andirivieni delle onde
Lo sguardo di Nettuno ci annaffia
Il suo alito umido ci benedice
Sussurri, gemiti e grida
Pelle si strappando nell’altra
Carezze e baci a due passi dal paradiso
Vulcano esplodendo in lave
Lavami la carne con l’acqua del tuo sudore
Bagnami il viso con le tue lacrime d’emozione
Nel sale della tua esistenza
Della tua emozione salami i passi
I passi miei nei tuoi
Perché io ti amo
Perché io amo camminare sopra le tue brace
Portandoti al mio calice
Nelle uve della mia vendemmia
In una tempesta di fuoco e passione
Amore nella carnosità della tua bocca nella mia
Apriti in me!
Di più ed ancora di più!
Baciami e…
Salami la pelle!
Salami la carne!
Salami l’anima.
Miriam Da Costa
E’ solo tuo questo folle poema
Impregnati!
Saliva di piacere, desideri e follie
Cerca nella mia bocca il recitare disperso
Immerso nelle mie fantasie
Orquestra i miei sussurri!
Scivola tua lingua nel mio pensiero!
Sfoglia il mio destino, eccitami!
Travolgimi nelle rime, fammi poema!
Volo nelle tue braccia, sei il mio conduttore.
Compongo poesia in sospiri nella tua nudità
Nella tua arte di condurmi al paradiso
Ti declamo in ogni verso, naturale e folle dono mio!
Amarti, desiderarti e poetizzarti
In questo folle poema, ti sono ambigua:
Se cerchi il mio peccato…
Mi troverai pura
- o quasi -
Se chiedi il mio pudore
Avrai le brace ardenti dell’inferno.
Miriam Da Costa






