Schiava

Abita nelle mie pagine
Poeta-Dio!
Vive nel mio libro
Eterno
Signore dei miei versi
Scrive in me il destino:
Schiava del tuo poetizzarmi
Padrone assoluto
Delle mie vene e versi.
 
   Miriam Da Costa
 
 
 
 
 

Profumo di silenzio

 

Mi piace il profumo
Di questo dolce silenzio
Che mi calma dalllo spavento
Di questo mondo pauroso
Mi piace questo muro
Che mi proteggi dalle parole
Parole inzuppate di sangue
Che ci sono la fuori
Quando io mi prosciugo nel tempo
Mi profumo di silenzio
Mi piace il mio giorno, quando
Penso che sia notte
Quando il dire delle cose
Non richiede nessuna scusa
Loro semplicemente si affollano in me
Le parole
Vivono in me
Mi piace questa notte che pensa
D’essere giorno
Alzando i miei occhi
Occhi bagnati di mare
Occhi illuminati dalla luna
Verso un infinito più solido
Mi piace questo foglio
Che riempio di parole
Calme parole
Mescolando tante cose
Inebriate in questo profumo di silenzio
Densamente nell’anima mia.

Miriam Da Costa

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Tuffando risacche

Non esistevano tempeste che mi bastassero
Camminavo nella sabbia
Mentre granchi si nascondevono nei buchi
E la forte pioggia puniva la mia pelle nuda
Mescolata alle nuvole
Ho deciso di piovere anch’io
Ho salato il mare con le mie lacrime
Mi consumai in singhiozzi
Scivolando fra le onde in lamenti
Inghiottita dalle onde diventai oceano
Mi scontrai furiosamente contro gli scogli
Trascinai conchiglie e detritti marini
Ho creatto coralli
Inseguendo branchi di vita
E infine ,
Andai verso il più profondo buio
Rimassi quieta a lungo
Mi svegliai sotto il sole
Continuai il mio sentiero
Già da bimbina
Ero abituata con le tempeste
Colpi spiettati della vita
Diventati
Tormenti dell’anima

Miram Da Costa

Pittura oceanica

  

L’anima mia

Porta aperta per il mare

Granelli di sabbia

Onde burrascose

Luna piena

Orme incise
Benedetti  secreti che si trascinano

Dentro il mio cantare oceanico
Non sempre sono serena

Sirena

Portatrice di vita

Speranza

Emozione

Sogni

Figlia del mare sempre!

Sono lacrima versata nell’onde

A bagnare il ricordo

 

Mare del vecchio quotidiano

Bambina solitaria a versare l’anima

Nell’Oceano  Atlantico accogliente.

 

     Miriam Da Costa

 

 

Chiave propria

Mia follia possiede

Il posare dei gabbiani nell’ oceano in burrasca

Mio morire è parola

In ogni linea

La ricerca verso l’eterno

In ogni  mio poema

Una nuova ressurrezione.

         Miriam Da Costa

 
 

Il poeta e l’eternità

Anche se l’ultimo albero cada

Che l’ultimo uccello smetta di cantare

Che l’ultima frutta marcisca

Che l’ultimo suono si perda

Che l’ultima lacrima scivola

Che l’ultimo vento passa

Che l’ultima luce brilla

Che l’ultimo passo sia fatto

Che l’ultimo fiore sboccia

Che l’ultimo fuoco brucia

Che l’ultimo seme si spanda

Che l’ultimo fiume scorra

Che l’ultima bomba esploda

Che l’ultimo battimento se ne và

Che l’ultima anima parta

Che l’ultimo giorno finisca

Che l’ultima sinapsi  si verifica

Che l’ultimo sentimento muoia…

Lei, si lei

L’eternità!

Lei vive nel poeta

Senza  vantarsi

Per che lui intraveda

Per che lui viaggi

Per che lui senta

Per che lui viva

Per che lui cammini

Per che lui respiri

Per che lui veda

Per che lui pianga

Per che lui sorrida

Per che lui rifletta

Per che lui si perda

E Per che lui sogni

E viva

Nella poesia

Per tutta l’eternità.

 

    Miriam Da Costa